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Ataulfo
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mwcgAtaulfo dei Balti (Ataúlfo anche in spagnolo ed in portoghese, Ataúlf in catalano e latinizzato in Ataulphus o Adolphus. Era anche chiamato Athavulfcite-ref-2[2], Atawulfcite-ref-3[3], o Athaulf — "nobile lupo"; 374 circa – Barcellona, 415) è stato un re visigoto, dal 410 fino alla sua morte.

Durante il regno di Ataulfo, i Visigoti si stanziarono nel sud della mwfqFrancia e nella parte centro-orientale della mwfgpenisola iberica.

Contents

Note

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Origine

Appartenente alla mwggdinastia dei Balti, era cognato di mwgwAlarico I, che ne aveva sposato la sorella.

Biografia

Secondo il mwhgDiccionario biográfico español, Real Academia de la Historia, Altaulfo apparteneva alla più alta nobiltà dei Goti Tervingi. Fonti contemporanee affermano che fosse imparentato di sangue con il suo predecessore re mwhwAlarico I, di cui era cognato. Per questo, sembra opportuno considerare Ataulfo un membro della grande stirpe gotica reale dei Baltos, per cui è appropriato anche il suo stesso nome, poiché l'allitterazione in a- è un tratto tipico dei cosiddetti Baltos antichicite-ref-ataulfo-4-0[4].

Inizialmente di stanza nella mwjqPannonia superiore, tra il mwjg408 ed il mwjw409 ricevette l'ordine da parte di mwkaAlarico di raggiungerlo in mwkqItaliacite-ref-ataulfo-4-1[4]. All'inizio del mwlg409, Ataulfo valicò le mwlwAlpi e nonostante qualche perdita dovuta all'esercito che l'imperatore mwmaOnorio gli inviò contro, riuscì a ricongiungersi ad Alaricocite-ref-5[5].

Secondo mwngIsidoro di Siviglia, nel mwnw410, i mwoaVisigoti, sotto la guida di Alarico I, misero a sacco Roma e fecero prigioniera mwoqGalla Placidia, figlia di mwogTeodosio I e sorella degli imperatori, mwowArcadio e mwpaOnorio (mwpqPlacidiam Theodosi principis filiam, Arcadii et Honorii imperatorum sororem)cite-ref-isidori-6-0[6]. L'avvenimento è riportato anche dal vescovo mwqgIdaziocite-ref-idatii-7-0[7] e dal mwrwChronicon Albeldensecite-ref-albeldense-8-0[8].

Nel mwtq410 fu eletto all'unanimità successore al trono di Alarico, morto per una mwtgfebbre che lo colse improvvisamente nei pressi di mwtwCosenza, come riporta il mwuaFragmenta historicorum graecorum, Volume 4, che ricorda che era fratello della moglie di Alarico (mwuqAdaulphum uxoris fratrem)cite-ref-fragmenta-9-0[9].
Anche lo storico mwvwGiordane riporta la successione di Ataulfo definendolo parente (mwwaAtauulfo eius consanguineo)cite-ref-10[10].
Anche il vescovo mwxgIdazio, riporta la successionecite-ref-idatii-7-1[7].

Ataulfo interruppe l'avanzata verso l'mwzaItalia meridionale iniziata da suo cognato e dirigendosi in mwzqGalliacite-ref-11[11]; nel mwag411 Ataulfo si trovava in Toscanacite-ref-12[12] e secondo lo storico mwbwGiordane, Ataulfo, passando da mwcaRoma, la saccheggiò nuovamente ed in quella occasione catturò e condusse con sé Galla Placidiacite-ref-13[13].
Ancora il mwdgChronicon Albeldense (mwdwPlacidiam conjuge accepit), e Giordane (mweain Foro Iuli Aemiliae civitate suo matrimonio legitime copulavit) riportano che Ataulfo sposò, a mweqForo Iuli Aemiliae nel mweg411, mwewGalla Placidia, e poi proseguì verso la Galliacite-ref-albeldens-14-0[14]cite-ref-15[15], anche se le altre fonti spostano il matrimonio a mwhaNarbona, nel mwhq414 (il vescovo mwhgIdaziocite-ref-idati-16-0[16], il mwiwFragmenta historicorum graecorum, Volume 4cite-ref-fragment-17-0[17] e Isidoro di Siviglia, dopo l'arrivo in Galliacite-ref-isidor-18-0[18]).

Nel contempo, iniziarono i primi contrasti con il generale mwlqgoto mwlgSaro, schieratosi a favore di Onorio nella lotta contro l'mwlwusurpatore mwmaCostantino III. Nella primavera del mwmq412, Ataulfo condusse il proprio esercito fuori dall'Italia, passando per la via militare che da mwmgTorino portava al mwmwfiume Rodano attraverso il mwnaColle del Monginevrocite-ref-19[19]. Lo seguì anche mwoqPrisco Attalo, altro usurpatore del titolo imperiale, che era stato elevato alla carica da Alarico e poi deposto una prima volta nel mwog410.

Una volta arrivato in Gallia, Ataulfo si unì all'usurpatore mwpaGiovino. Questi però considerava il re visigoto troppo pericoloso ed iniziò dunque a trattare con il generale di origine visigota mwpqSaro, che era stato collaboratore di mwpgStilicone. Ataulfo, secondo il mwpwFragmenta historicorum graecorum, Volume 4, venuto a conoscenza della cosa, con circa diecimila uomini affrontò Saro, lo sconfisse e dopo averlo catturato lo uccisecite-ref-fragmen-20-0[20].

Quando Giovino, anziché Ataulfo nominò il proprio fratello mwrqSebastiano correggente, Ataulfo strinse un patto con Onorio: in cambio di rifornimenti, terre ed oro, gli avrebbe consegnato i due usurpatori ed avrebbe liberato mwrgGalla Placidiacite-ref-fragme-21-0[21]cite-ref-pfister-22-0[22].

Il re visigoto mantenne la parola: Giovino e Sebastiano vennero sconfitti in battagliacite-ref-pfister-22-1[22], ma solo il secondo venne catturato e consegnato al prefetto pretoriano mwvaClaudio Postumo Dardano. Giovino riuscì invece a fuggire a mwvqValencia, dove Ataulfo lo assediò e lo catturò nel mwvg413. Le teste dei due usurpatori giunsero alla corte di Onorio nell'agosto del mwvw413 e di lì spedite a mwwaCartagine, per essere esposte sulle mura della città assieme a quelle di altri usurpatoricite-ref-fragm-23-0[23].

I rapporti fra Ataulfo e Onorio furono però rovinati dal mancato invio da parte dell'Imperatore di adeguati rifornimenticite-ref-pfister-22-2[22]. Onorio addebitò i problemi alla rivolta in mwygNordafrica causata da mwywEracliano (la cui testa fu fra quelle esposte sulle mura di Cartagine)cite-ref-24[24]. Il re visigoto, in risposta, non liberò Galla Placidiacite-ref-frag-25-0[25] ed anzi, nel mw1a413cite-ref-26[26], attaccò prima mw2qMarsiglia (che gli resistette) e poi occupò mw2gNarbona (che divenne la sua sede), mw2wTolosa e mw3aBordeauxcite-ref-pfister-22-3[22].

Nel gennaio del mw5w414, Ataulfo sposò Galla Placidia, a cui offrì in dono parte dei tesori saccheggiati da Alarico a Romacite-ref-idati-16-1[16]cite-ref-fragment-17-1[17]cite-ref-isidor-18-1[18].

Secondo l'apologeta cristiano mw9qOrosio, re Ataulfo (rimasto un mw9gcristiano ariano) mantenne un rapporto conflittuale con la cultura romana: sebbene avesse voluto convertire i territori romani in gotici, si rese conto che la struttura della società gotica non avrebbe potuto garantire la stessa governabilità di uno Stato come quello romanocite-ref-27[27]. Per cui decise, anche grazie all'influenza di Galla Placidia, di mutare strategia: avrebbe portato avanti una politica di fusione fra Goti e Romani, affinché la forza dei primi rinforzasse la cultura e il nome dei secondi.

Il piano fu però frustrato dalle manovre del generale mw-aFlavio Costanzo,cite-ref-28[28] che riuscì ad avvelenare definitivamente i rapporti fra l'imperatore ed il re visigoto. Il generale dapprima ottenne il permesso di bloccare i porti gallicicite-ref-pfiste-29-0[29] - mossa a cui Ataulfo rispose nominando per la seconda volta mwaquPrisco Attalo come usurpatore.
Poi però il re visigoto fu costretto ad arretrare prima a mwaqcNarbona e infine, valicati i mwaqgPirenei, a ritirarsi verso la mwaqkTarraconense, occupando mwaqoBarcellonacite-ref-pfiste-29-1[29], come confermano il mwaq8Chronicon Albeldensecite-ref-albeldens-14-1[14], il vescovo mwarqIdaziocite-ref-idat-30-0[30] e Giordanecite-ref-giordane-31-0[31].

A Barcellona, Galla Placidia, nel mwar4415, diede alla luce il figlio Teodosio, che però morì poco tempo dopo, escludendo così ogni possibilità di un erede di sangue misto romano-visigotocite-ref-fra-32-0[32].

Ataulfo, in quello stesso anno, fu assassinato a mwasqBarcellona, da un goto al suo servizio di nome Dubio, secondo il mwasuFragmenta historicorum graecorum, Volume 4cite-ref-frag-25-1[25], mentre il mwasoChronicon Albeldense riporta che fu ucciso dai suoi seguaci (mwassa suis interfectus est in Barcinona)cite-ref-albeldens-14-2[14] e ancora Giordane racconta che morì per una spada che lo sventrò (mwataoccubuit gladio ilia perforata Euervulfi)cite-ref-giordane-31-1[31]; infine il vescovo Idazio riporta che morì, nel mwatu416, per una questione interna ai Goti (mwatyper quemdam Gothum apud Barcinonam inter familiars fabulas)cite-ref-idat-30-1[30].

Ataulfo aveva commesso l'errore di prendere a servizio mwatwSigerico, fratello di mwat0Saro, intenzionato a vendicare la morte di suo fratello. Sigerico portò a termine il suo compito di lì a poco, facendo pugnalando a morte Ataulfo nelle scuderie del suo palazzo a Barcellonacite-ref-33[33]. Il re morì in seguito alle ferite riportate pochi giorni dopo.

Il probabile mandante dell'assassino di Ataulfo ebbe la meglio anche nella lotta di successione al trono, divenendo re dei Visigoticite-ref-giordane-31-2[31]cite-ref-fra-32-1[32]cite-ref-34[34]cite-ref-35[35]. Ma solo sette giorni dopo, Sigerico stesso venne ucciso da mwavmVallia, che gli succedettecite-ref-fra-32-2[32].

Le principali fonti sulla vita di Ataulfo ci provengono da Paolo Orosio, dalle cronache del vescovo galiziano mwavkIdazio e da quelle di mwavoProspero di Aquitania, discepolo di mwavsAgostino.

Discendenza

Ataulfo si sposò in prime nozze una donna di cui non si conosce il nome, che gli diede sei figli, i nomi dei quali sono allo stesso modo sconosciuticite-ref-ataulf-36-0[36].
Questi figli di Ataulfo seguirono il padre a Barcellona, e durante la guerra di successione che si scatenò alla morte di Ataulfo, furono tutti trucidati dalla fazione vincitrice di Sigericocite-ref-fra-32-3[32].

Nel gennaio del mwawg414 Ataulfo aveva sposato mwawkGalla Placidia, che gli diede un figliocite-ref-ataulf-36-1[36]:

• Teodosio (mwaxa414-mwaxe415), che visse pochi mesi e, per pochi mesi, rappresentò la speranza di unire Visigoti e Romani in un unico impero.

Note

cite-note-11. La statua di Ataulfo, che si trova nella mwaxgPlaza de Oriente di Madrid, è una delle statue di monarchi spagnoli commissionate per la decorazione del mwaxkPalazzo reale di Madrid durante il regno di mwaxoFerdinando VI. L'idea iniziale era di usarle per adornare la cornice del palazzo; scolpite da Giovanni Domenico Olivieri (1706–1762) e mwaxsFelipe de Castro (1711–1775), non furono mai collocate nelle posizioni per cui erano state scolpite, ma furono piazzate in altri luoghi della città: Plaza de Oriente, mwaxwparco del Retiro, mwax0porta di Toledo. Alcune furono posizionate in altre città.
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cite-note-2727. Ludwig Schmidt Christian Pfister, I regni germanici in Gallia da Storia del mondo medievale, vol. I, anno=1999, pag. 283
cite-note-2828. mwajsFlavio Costanzo poi divenne correggente di mwajwOnorio nel mwaj0421.
cite-note-pfiste-2929. Ludwig Schmidt Christian Pfister, I regni germanici in Gallia da Storia del mondo medievale, vol. I, anno=1999, pag. 276
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Bibliografia

Fonti primarie

• mwaog(LA) #ES IORDANIS DE ORIGINE ACTIBUSQUE GETARUM.
• mwaoo(LA) #ES Fragmenta historicorum graecorum, Volume 4.
• mwaow(LA) #ES Idatii episcopi Chronicon.
• mwao4(LA) Isidori Historia Gothorum, Wandalorum, Sueborum, De origine Gothorum (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2024).
• mwapa(LA) Anastasii abbatis opera omnia.

Letteratura storiografica

• mwapqLudwig Schmidt e Christian Pfister, I regni germanici in Gallia, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 275-300.
• mwapyErnst Barker, L'Italia e l'occidente dal 410 al 476, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 373-419.
• mwapgMax Manitius, Le migrazioni germaniche 378-412, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 246-274.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itAtaulfo re dei Visigoti, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaCarlo Capasso, ATAULFO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
• citerefdizionario-di-storiaAtaulfo, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Ataulphus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaqk(EN) Foundation for Medieval Genealogy: KINGS of the VISIGOTHS in TOULOUSE 418-531 - ATAULF.